Mental Training
Ragionare in centesimi di secondo, trovare la giusta soluzione, concentrarsi, essere attenti, utilizzare le proprie emozioni al fine di raggiungere ciò per cui ci si é allenati sono solo alcuni dei risultati che si possono ottenere lavorando su se stessi.
Non significa solo vincere, ma vuol dire essere in grado di migliorarsi un giorno dopo l’altro, significa imparare dai propri errori ed evitare la paura della vittoria.
Perché moltissimi atleti hanno più paura di vincere che di perdere.
Fase Esplorativa
La fase diagnostica aiuta ad avere un quadro generale delle caratteristiche psicologiche e di alcuni aspetti cognitivi dell’atleta. Si utilizzano test e questionari, il cui risultato serve a individuare gli elementi su cui costruire l’intervento.
Tecniche di preparazione mentale
A seconda delle necessità dell’atleta, del gruppo squadra, dello staff tecnico, della società si valutano le fasi e le tecniche utili da utilizzare.
- Gestione dell’ansia
- Gestione dello stress
- Gestione dell’errore
- Pensiero positivo e self talk
- Goal setting (lavoro per obiettivi)
- Training propriocettivo e rilassamento
- Incremento della concentrazione
- Visualizzazione e allenamento ideomotorio.
Gestione dell’ansia
L’ansia è di per sé un’emozione funzionale che ci permette di affrontare una situazione potenzialmente pericolosa con l’efficacia necessaria. In ambito sportivo ciò significa che l’ansia prima di una gara funge da attivatore di tutti i meccanismi fisici e mentali (muscoli pronti e scattanti, organi vitali pronti allo sforzo, attenzione e concentrazione sul momento, richiamo alla memoria di tutte le informazioni necessarie per affrontare gli avversari, motivazione alla vittoria) che permettono all’atleta di superare con buoni risultati la competizione.
Senza una buona preparazione mentale, in particolari momenti di stress, stanchezza o altro, l’ansia può aumentare di livello e trasformarsi in un freno al raggiungimento degli obiettivi: si parla quindi di ansia disfunzionale. Quando l’attivazione è eccessiva il nostro corpo e la nostra mente invece che agire si bloccano, invece di riuscire a superare l’ostacolo, nel nostro caso la gara, lo temono e si dimentica momentaneamente il lavoro fatto per vincere.
Attraverso tecniche specifiche, sia comportamentali (esercizi specifici e pratici) che cognitive (lavori sul pensiero, allenamento al self talk positivo, esercizi di concentrazione) è possibile allenarsi a gestire in modo funzionale l’ansia.
Gestione dello stress
Per “stress” si intende una risposta non specifica di attivazione fisiologica, comportamentale e cognitiva del nostro organismo atta ad affrontare le richieste dell’ambiente.
Così come si è detto per l’ansia, una dose di stress è fondamentale per affrontare la competizione. Laddove però l’evento stressante diventa eccessivamente intenso, ripetitivo e duraturo porta all’aumento di ansia e quindi all’incapacità di gestire la situazione.
Grazie alla preparazione mentale è possibile migliorare la capacità di riconoscere gli stimoli stressanti, di affrontarli e di trasformare il distress (attivazione eccessiva e poco organizzata) in eustress (livello di attivazione con attenzione, concentrazione e azione equilibrate e funzionali).
Gestione dell’errore
Si parla di sport e quindi di competizione sportiva grazie alla possibilità di sbagliare, di commettere degli errori. Ciò significa che gli atleti devono imparare il prima possibile ad accettarlo e a saperlo fronteggiare. Lo stato ideale per ottenere la miglior prestazione è quello in cui il giocatore è calmo, rilassato, orientato al presente, non preoccupato della tecnica, divertito ed energico.
Questo stato può essere perso durante la competizione proprio per la difficoltà nell’accettazione e nella gestione di uno sbaglio ed è quindi fondamentale trovare una modalità funzionale di affrontare questi momenti.
Pensiero positivo e self talk
Imparare ad orientare in modo produttivo il contenuto del proprio pensiero diventa fondamentale per ottenere una buona prestazione sportiva: avere pensieri positivi ed orientati al compito permette di incrementare il livello di autoefficacia e di sicurezza in se stessi.
Il dialogo interiore, o self talk consiste in una verbalizzazione interna spontanea costituita dall’insieme di credenze e aspettative che ogni atleta sviluppa riguardo alla propria efficacia competitiva.
Se esso è positivo, focalizzato sulle proprie reali capacità permette agli sportivi di influenzare positivamente la prestazione.
Da ciò si evince la necessità che l’atleta impari a sviluppare l’abilità di riconoscere e controllare il proprio linguaggio interiore in modo da saper modificare i propri pensieri e atteggiamenti negativi e non produttivi.
Grazie all’utilizzo di parole stimolo è possibile avere un maggior controllo del comportamento e ottimizzare l’esecuzione del gesto tecnico, la self efficacy e il livello ottimale della performance.
Goal setting (lavoro per obiettivi)
Comprendere bene che cosa si vuole ottenere, in quanto tempo e con quale strategia accresce notevolmente le possibilità di avere successo. E’ importante fare chiarezza sulle scelte che si fanno e sul processo decisionale che le accompagna e sulle caratteristiche personali che entrano in gioco quando si va verso un obiettivo (per esempio quanto ci si sente efficaci, quanto si crede nelle proprie possibilità,quanto ci si scoraggia davanti ad un ostacolo,…)
Training propriocettivo e rilassamento
L’obiettivo del training propriocettivo è quello di portare l’atleta ad apprendere ed affinare gradualmente la percezione dei segnali del corpo e raggiungere una buona consapevolezza di ciò che accade dal punto di vista fisiologico; l’obiettivo del rilassamento è invece valutare il livello di attivazione al fine di gestire stati d’ansia e di tensione psicofisica.
Incremento della concentrazione
Allenare la concentrazione significa dirigere e mantenere l’attenzione su di un compito per una corretta esecuzione incrementando le capacità di selezionare gli stimoli su cui focalizzare l’attenzione, escludendo quelli irrilevanti; di dirigere l’attenzione al momento opportuno verso le informazioni pertinenti; di mantenere l’attenzione sugli stimoli rilevanti.
Visualizzazione e allenamento ideomotorio
La visualizzazione è la capacità di immaginare situazioni e percepire sensazioni in assenza di stimolo reale. Nell’allenamento ideomotorio si utilizza quindi la visualizzazione per avere una rappresentazione mentale sistematicamente ripetuta e cosciente dell’azione motoria o della sequenza di azioni che deve essere appresa, perfezionata o stabilizzata, senza che vi sia una esecuzione reale, visibile esternamente, di movimenti parziali o globali.
Il Flow: per flow si intende uno stato psicologico durante la prestazione atletica caratterizzato da un completo coinvolgimento delle risorse attentive sull’attività in corso, da un’assoluta percezione di controllo, da uno stato emotivo positivo e dalla destrutturazione del tempo.
Non necessariamente il flow corrisponde ad una performance con risultati eccellenti, ma è piuttosto un momento della carriera sportiva in cui ci si sente un tutt’uno con la disciplina che si pratica.
Attraverso un buon allenamento mentale è possibile favorire il raggiungimento di questo stato mentale e soprattutto di richiamarlo alla memoria nei momenti di difficoltà e crisi sportiva.

